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Alexzizu - SpAcE

ma che cos'è che ci fa andare avanti e dire che non è finita..

Alex Pego

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mi piace condividere pensieri un pò su tutto ma in particolare sull'uomo, sul senso della vita e su Dio anche con chi ha idee diverse dalle mie.

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 GRAZIE DELLA VISITA

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PREDICHIAMO CRISTO



 

Che stupore e meraviglia nell'ammirare come lo Spirito Santo soffia libero e impetuoso dove vuole, dove c'è un cuore libero ad accogliere il suo amore sconfinato di padre e madre.

OMOSESSUALITA'

GAY O NON GAY?
QUESTO E' IL DILEMMA SUSCITATO DA "LUCA ERA GAY" DI POVIA E NON SOLO
 
Perchè i sostenitori dei "diritti" gay accettano con gioia che un eterosssuale si converta all'omosessualità mentre non concepiscono minimamente il contrario?
Perchè dicono che gay o lo sei o non lo sei?
 
Sono due prese di posizioni comuni alla maggior parte dei pensatori che difendono l'omosessualità che però sembrano contraddirsi, poichè se sostengono che omosessuali si nasce allora perchè accettare la conversione di un eterosessuale con famiglia e figli all'omosessualità? Sono sicuro che la risposta la sapete già dato che ormai è diventato un ritornello martellante il messaggio che molti uomini repressi dalla cultura "omofobica" interiorizzano questa "fobia culturale" e vivono una apparente eterosessualità ma in realtà sono omosessuali latenti (vedi film: Brokeback Mountain ecc..). Ecco quindi, perchè pensare che ci possono essere conversioni alla vita gay anche in tarda età pur continuando a credere che omosessuale o lo sei o non lo sei.
 
Quindi la causa dell'omosessualità latente sta nell'ambiente circostante o nella cultura che interiorizzamo la quale non lascia libera via alla sua espressine più piena e naturale. Ma perchè, quindi può esistere una causa che impedisce solo l'espressione naturale di una omosessualità piena e naturale e non si può minimamente parlare di cause he impediscono anche lo sviluppo di una eterossesualità piena e naturale? perchè non si può parlare allora anche di eterosessualità latente come spiegazione a tanti ex gay mentre si può parlare di omosessualità latente a tanti ex eterosessuali?
 
Claudio Risè scrive: gli "ex gay" esistono davvero e il mettere il silenziatore alle loro storie priva anche le altre di una parte di libertà, se non altro di informazione. [...] Chi ha a cuore il benessere delle persone deve certamente opporsi a ogni discriminazione. Quelle che colpiscono gli omosessuali, come quelle dirette contro gli ex gay, che con la loro presenza disturbano una sessualità «normalizzata», in stabili gabbie, organizzate come partiti.

SE CONOSCESSI COME TI AMO...

 

TESTIMONIANZA

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"TESTIMONIANZA DI SUOR ANGELA"

  

LA REALTA' SUPERA LA FANTASIA GRAZIE ALL'AMORE SCONFINATO DI DIO PER CIASCUNO DI NOI!

LA FURIA A RIDICOLIZZARE LA FAMIGLIA

LA FURIA A RIDICOLIZZARE LA FAMIGLIA

Leggendo un articolo di Avvenire dove Daniele Rondoni parla di come, spesso, i mass media e la cultura di massa ridicolizzano la famiglia e il matrimonio facendoci dimenticare la forza, la bellezza e la libertà che ne derivano. Quante volte ci siamo sentiti dire battute e barzellette che ironizzano sulla famiglia o il matrimonio come una prigione o una gabbia in cui si perde la propria libertà o come una scelta che comporta solo rinunce e sacrifici. "Goditi la vita finchè puoi, perchè quando avrai i figli o quando ti sposi ecc..." Una mentalità che ha alla base l'interesse per se stessi prima di tutto, una mentalità egoistica quindi che ha perso il fascino e dimenticato la gioia che deriva dal sacrificio di una vita donata all'altro e agli altri, quella gioia capace persino di far dimenticare alla partoriente i dolori del travalio quando abbraccia la nuova vita che nasce. Vale proprio la pena riflettere sulle parole di Rondoni qui sotto.


Tratto da un articolo di Daniele Rondoni su "Avvenire", sabato 1 Luglio 2006, p. 13.

[Il Papa ricevendo il nuovo ambasciatore Uruguajo, Mario Juan Bosco Zappettini, ha dato una stoccata ai media, a riguardo del tema a lui così caro della famiglia. "Alcuni mezzi di comunicazione sociale - ha detto- denigrano o ridicolizzano l'alto valore del matrimonio e della famiglia, favorendo così egoismo e disorientamento, invece delle generosità e del sacrificio necessari per mantenere vigorosa questa autentica <cellula primaria> della comunità umana".[...]

Un modo è certamente quello dei dar voce continuamente alla vulgata secondo cui ogni genere di problemi nasce in famiglia. Che si tratti di un rapinatore, di un maniaco, di un suicida ecc, passa sempre l'idea che la radice del problema stia in famiglia. Non che questo non possa essere vero. Ma la cosa andrebbe affrontata con altra profondità, e forse si vedrebbe quanto di ciò che accade nelle famiglie nasce altrove, e lì tra le quattro mura solite trova semmai per un poco argine, pietà e a volte salvezza.

O si ridicolizza nei media la famiglia quando la si fa apparire, nelle chiacchiere dei talk-show, come una scelta borghesuccia, per gente che non ama l'avventura. Per taluni lo sarà. Ma ne parlano così perchè non sanno, o nor sapere, che razza di avventura è veder crescere i figli, sopportare un uomo dopo anni, tremare per la felicità qutidiana dell'altro, o restare con una donna anche quando non piace più. Perchè non sanno, o non vogliono far sapere, che strana energia di lavoro viene a un uomo quando sa che sta facendo fatica ma la fa per i propri figli.[...]La banalizzano facendola vedere diversa da quello che è, o mostrandone solo le durezze, le ombre che pur non mancano, come in ogni vita.

Tuttavia, c'è un modo ancor più sottile per i media nel ridicolizzare la famiglia, renderla un piccolo monumento. Sì anche quando ne parlan "bene" , la fanno apparire come una piccola oasi esageratamente felice, sottratta ai guai sociali del mondo, come in un recente film di Spielberg. E così appare ancora più irreale, ridicola, in una parola: impossibile. [...]

La Chiesa e il Papa non sono dei maniaci della famigli [...] Ma sanno che l'uomo non è fatto per stare da solo, che la vita nella solitudine si piega. E che la libertà della persona e della società crescono e sono meno deboli di fronte al potere e alle sue mille maschere quando hanno una casa, una tribù, un popolo a cui appartenere.

 

 

 

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 E' TANTO CHE NON SCRIVO PIU' NEL MIO BLOG MA CONTINUERO' A FARLO SOLO QUANDO MI VERRANO ALTRE VALIDE ISPIRAZIONI DA VOLER CONDIVIDERE PUBBLICAMENTE, AD OGNI MODO HO CANCELLATO ALCUNI INTERVENTI E ALCUNI LINKS CHE NON RITENEVO IMPORTANTI O CMQ CHE NON RISPECCHIAVANO CIO' CHE MI PIACEREBBE COMUNICARE!
MI SCUSO PERCHE' SICURAMENTE SONO ANDATI PERDUTI MOLTI DEI COMMENTI DI CHI LEGGEVA O LEGGE IL BLOG.
FORSE STO ATTRAVERSANDO UN PERIODO DI REVISIONE DELLA MIA VITA O DI CAMBIAMENTI E DI DECISIONI IMPORTANTI, HO ANCHE RIAPERTO I MIEI STUDI CHE AVEVO SOSPESO DUE ANNI FA. SICURAMENTE QUESTO POST SEGNA UN MOMENTO DI PASSAGGIO PER QUESTO BLOG, UN PASSAGGIO CHE E' CONSEGUENZA DI ALTRI PIU' PROFONDI E INTIMI NELLA MIA VITA.
AUGURO A TUTTI COLORO CHE PASSANO DI QUI TUTTA LA FELICITA' CHE NE NEMMENO SI POSSA IMMAGINARE!!!!
 
 
PS: PECCATO CHE NESSUNO TRA COLORO CHE SONO PASSATI DI QUI NON SI SIA ANCORA AZZARDATO A RISPONDERE ALLA DOMANDA CRUCIALE DI QUESTO BLOG, TRATTA DA UNA CANZONE DI BAGLIONI.
"MA COS'E' CHE CI FA ANDARE AVANTI E DIRE CHE NON E' FINITA?"
 
 

Sgomento

IN OLANDA NASCE IL PARTITO DEI PEDOFILI
E SI AL SESSO CON GLI ANIMALI
PAESE LIBERO E DI MENTE APERTA?
 
 
il partito si chiama NVD (Amore del prossimo, libertà e diversità)
 
Sesso a 12 anni deve considerarsi come per i maggiorenni e a 16 anni libertà di girare film porno!
 
Motivo?
il solito: vietarli il sesso e proibirlo accenderebbe la loro curiosità
ma mi sembra di averlo già sentito o sbaglio?
 
Io se vivessi in un paese che non ha ancora arrestato la formazione di un tal sì partito mi vergogneri!!!
Interessante è la riflessione i Marina Corradi che vale proprio la pena di tenere da conto:
"Viene da domandarsi se altrettanto tollerante sarebbe stato, se il partito contestato avesse avuto come programma la discriminazione dei gay. Sospettiamo di no: nessuna Corte avrebbe, giustamente, tollerato un simile progetto politico. Invece, sostenere la pedofilia è accettabile: perchè l'individualismo assoluto e militante difende, in realtà, solo chi ha voce abbastanza forte per parlare ed esaltare i propri gusti. I bambini non hanno questa voce".
 

EMBRIONE O ESSERE UMANO?

ESSERE O NON ESSERE?
QUESTO E' IL DILEMMA
 

  " L'essenziale è invisibile agli occhi"

Da il Piccolo Principe

E' inevitabile constatere con amarezza come la parabola discendente del pensiero di una sinistra che storicamente combatteva per i poveri, i deboli, i senza voce ed ora sembra che tutto quello che sa fare è combattere contro coloro che un tempo difendeva e a favore di cui si batteva. Infatti chi è più debole e senza voce di un embrione? Chi più povero di un bambino il cui padre o la cui madre lo ha lasciato...per cambiare patner? Che tristezza! Che sia questo il frutto massimo della nostra civiltà?

Dalla rivista "Una Voce Grida"

 

 

 

 

 

 


SAGGEZZA ANTICA

L'uomo moderno crede sperimentalmente ora a questo, ora a quel valore, per poi lasciarlo cadere; il circolo dei valori superati e lasciati cadere è sempre più vasto; si avverte sempre più il vuoto e la povertà di valori; il movimento è innarrestabile[...]. Quella che racconto è la storia dei prossimi due secoli.

F. NIETZSCHE, Frammenti postumi

 

A mio giudizio la maggior parte dei mali di cui soffre l'uomo d'oggi hanno proprio nel nichilismo la loro radice. Una energica cura di questi mali implicherebbe il loro sradicamento, ossia la vittoria sul nichilismo, mediante il recupero di ideali e di valori supremi, e il superamento dell'ateismo, ossia di quella uccisione di Dio di cui Nietzsche non ha esitato a gloriarsi.  

 

  1. RIDUZIONISMO SCIENTISTICO DELLA RAGIONE
  2. IDEOLOGISMO E DIMENTICANZA DEL VERO
  3. PRASSISMO E PRODUTTIVISMO TECNOLOGICO
  4. IL BENESSERE MATERIALE SURROGATO DELLA FELICITA'
  5. IL DILAGARE DELLA VIOLENZA
  6. SMARRIMENTO DEL SENSO DELLA FORMA
  7. DIMENTICANZA DELL'AMORE
  8. INDIVIDUALISMO AI LIMITI DELL'ECCESSO
  9. SMARRIMENTO DEL SENSO DEL FINE
  10. MATERIALISMO E OBLIO DELL'ESSERE

L'uomo contemporaneo è ammalato, forse gravemente. E l'origine del disagio della civiltà va cercata, in particolare, in quel nichilismo che, sul finire del secolo scorso, Nietzsche ha reso in modo così potente.  Giovanni Reale nel libro "SAGGEZZA ANTICA"  traccia una sorta di itinerario fra i mali che affliggono l'uomo d'oggi, mostrando come la saggezza antica riveli gli errori.

 

[dal libro SAGGEZZA ANTICA  di Giovanni Reale]

SCENTISMO

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RIDUZIONISMO SCIENTISTICO DELLA RAGIONE

 

 
 
Nella communis opinio è radicata l'idea che risulti "vero" solamente ciò che sia dimostrabile sulla base di calcoli di tipo matematico e accertabile secondo i canoni "dell'esperienza" ovvero secondo quelli delle scienze sperimentali.
E' noto, peraltro, che lo sviluppo delle scienze ha comportato una fitta pioggia di innovazioni tecnologiche con la conseguente modificazione strutturale sia della vita privata sia di quella pubblica, generando la sensazione sempre più diffusa che la finalità della scienza consista nell'amplificazione senza limiti della sfera tecnologica e che, quindi, essa sia la fonte per la soluzione di tutti i problemi dell'uomo.
 
Non pochi studiosi e noti pensatori hanno denunciato i pericoli che scentismo e tecnicismo comportano a vari livelli, e hanno indicato possibili rimedi anche se spesso non hanno colto a pieno il punto focale.
C.P. Snow con Le due culture, ha prospettato le "scienze naturali" in netta contrapposizione cone le scienze "dello spirito" come due culture collocate su piani diversi.
Herbert Pietschmann considera invece le due forme di sapere come "due vie" che mirano a obiettivi del tutto differenti: la via delle scienze naturali condurebbe alla conoscenza dell'esatto; la via delle scienze dello spirito condurebbe alla conoscenza del vero.
Stefan Zweig dice: "la fede in un progresso ininterrotto e continuo ha avuto la potenza di una religione; si è creduto a questo progresso forse più di quanto si credesse precedentemente alla Bibbia.
 
Nicholas Rescher sui limiti della scienza
Egli sottolinea come l'uomo non viva di sola conoscenza: "La scienza è soltanto un elemento della costellazione dei desiderata, un apprezzabile progetto fra altri, il cui perseguimento è soltanto una delle componenti del più ampio contesto degli scopi e degli interessi umani.
La scienza non è quindi il bene supremo dell'uomo, ma è solo uno dei beni di cui l'uomo dispone: un bene non fine a sè stesso ma funzionale, semmai, a una piena fioritura umana.
Ma c'è di più. La scienza ha certamente valore conoscitivo, ma non costituisce l'unico tipo di sapere:"anche nell'ambito strettamente conoscitivo, la conoscenza scientifica è soltanto uno dei vari tipi di conoscenza". La battuta di Rescher,"c'è più realtà di quella che la scienza contempla" è emblematica!
 
Karl Popper e la concezione fallibilista della scienza
Popper ha assunto come criterio di demarcazione tra scienza e non scienza la "falsificabilità", e non, come volevano i neopositivisti, la "verificabilità" in linea teorica. Questo principio della falsificabilità separa le asserzioni significanti in due gruppi fra di loro ben distinti: quello delle asserzioni significanti e non falsificabili e quello delle asserzioni significanti e falsificabili. Sono asserzioni di carattere scientifico solo le asserzioni falsificabili; nell'ambito di quelle non falsificabili rientrano anche gli enunciati della metafisica. Così la metafisica non viene affatto ridotta al semplice balbettio o alla mera espressione di emozioni di cui parlavano i neopositivisti.
 
La distinzione fra ragione metafisica e ragione scientifica
Dal quarto libro della Metafisica di Aristotele:
C'è una scienza che considera l'essere in quanto essere e le proprietà che gli competono in quanto tale. Essa non si identifica con nessuna delle scienze particolari: infatti, nessuna delle scienze particolari considera l'essere in quanto essere in universale, ma, dopo aver delimitato una parte di esso, ciascuna studia le caratteristiche di questa parte. Così fanno, per esempio, le matematiche.
La metafisica considera l' "intero" dell'essere, le scienze particolari, invece, considerano solo "parti" specifiche dell'essere.
La metafisica si distingue, pertanto, dalle scienze particolari non per la forma di conoscenza (per i metodi formali che applica), ma per l'oggetto stesso su cui verte.
 
[Saggezza antica, di Giovanni Reale]
 

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LONTANANZA DALLA REALTA'

 
 
Ascoltando una trasmissione di salute su raidue riguardo alle paure dei giovani di oggi tra gli ospiti vi era il Prof. Alessandro Meuzzi, quest'ultimo ha detto che sono stati fatti delle ricerche in Inghilterra sugli indici di depressione, suicidio e psicopatologie durante i bombardamenti del secolo scorso che diedero risultati apparentemente paradossali perchè in quel periodo di guerra tali indici ebbero un forte e netto crollo. Meuzzi spiegò come in situazioni di rischio o cmq di allarme la preoccupazione di salvarsi o del prendersi cura dei cari piuttosto che la speranza reale di un tempo di pace abbia spinto le persone ad uscire da uno stato quotidiano di anestesia della realtà costringedoli quindi ad abbandonare una vita più fantasticata e più diretta a degli obiettivi concreti e realistici. Con questo esempio il professore Meuzzi ci ha voluto far comprendere che in genere la vita della maggior parte delle persone di questo tempo vive troppo lontana da problemi veri e reali ed è più proiettata verso una dimensione fantastica, immaginata e più illusoria con un conseguente indebolimento della persona.
Mi venne in mente ciò che disse un altro psicologo di cui non ricordo il nome quando spiegò che i giovani degli anni 60' si drogavano per cercare di fuggire dalla realtà mentre i giovani di oggi quando fanno uso di stupefacenti tentano di calarsi nella realtà. Mise come esempio a confronto gli hippy  che fumavano marjuana magai in un prato tutti in insieme fantasticando società diverse e rivolte al sistema che non accettavano contro i giovani di oggi che nelle discoteche cercano con sostanze varie di vincere quei muri inibitori che ostacolano l'approccio con i coetanei in principal modo con il sesso opposto.
Questi tratti della nostra società e in particolar modo della generazione giovanile mi fanno pensare che vi è un vero e proprio senso di distacco dalla realtà, una chiusura e un vero e proprio handicap nel cercare di calarsi in essa. Infatti alcune vie facili e ingannevoli di tentativo di ritorno al reale si possono analizzare nell'uso diffuso di sostanze stupefacenti e negli aumenti di audience dei reality show che però finisco sempre per dare risultati che sono illusioni della realtà desiderata.
Ma a cosa sarà mai dovuto questa perdita del vissuto reale da parte di molti giovani? Come mai siamo finiti per vivere una vita più fantasticata che vissuta? più fantastica che reale? Come mai facciamo tanta fatica a socializzare e a conoscerci?

AGGIORNAMENTO (02/05/2006):
Riflettendo su questo problema mi sono dato due tipi di risposte:
  1. La prima riguarda di più la visione esistenziale dell'uomo e ho pensato che l'uomo non è per natura un essere che vive come gli animali, cioè una vita fine a se stessa ma è fatto per camminare in una direzione e con un obiettivo. L'uomo ha quindi bisogno di sapere dove va e quindi di dare un senso vero alla sua esistenza qui e per quanto le distrazioni e i rumori inventati sono tanti, la domanda "dove vado?" riecheggia e puntualmente tornerà sempre a galla e lo lascerà inquieto fino a quando non saprà rispondersi.
  2. La seconda risposta è più di carattere psicologico perchè l'allontanamento dell'uomo dalla realtà può anche essere un sistema di difesa da essa, una realtà che spesso ha fatto soffrire diventa una minaccia da cui difendersi, questo a discapito, ovviamente, di una vita vissuta pienamente. L'uomo non vuole soffrire e non sa come accettare la sofferenza che di per sè non ha motivo di esserci. Quindi sono tanti nei secoli l'invenzioni e filosofie per fuggire da essa.

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LA MIA VISIONE DELLA MENTE UMANA

LA MIA VISIONE DELLA MENTE
DA ERIC BERNE A SIGMUND FREUD

 
Premesso che penso sia scorretto parlare di mente o psiche umana senza spiegare prima la visione antropologica dell'essere umano (cioè, come è fatto l'uomo?) dalla quale si parte colgo qui l'occasione per dare un brevissimo accenno. Io penso che l'uono sia una unità tra tre dimensioni distinte, ossia: psiche o mente, spirito, corpo fisico.
 
Partendo da questo punto inizio spiegare la mia visione della mente umana che mi sono costruito anche in base ai miei studi. Ognuno di noi credo, sia in modo coscente che non, nel tempo tende a costruirsi una visione sull'uomo e sulla realtà che lo circonda sia in base al proprio vissuto individuale che a quello culturale. Oggi però dopo quasi due secoli di grandi scoperte in campo psicologico abbiamo davvero un patrimonio prezioso al quale rifarci e penso sia doveroso non ignorarle , anche per ovviare al pericolo di costruire le nostre idee sull'uomo facendoci deviare da quegli sciami di messaggi confezionati con una serie di affermazioni annunciate come se si trattasse di avvenimenti reali, di cure mediche testate scientificamente  insomma di tutte quelle news su cui non è possibile conservare il beneficio del dubbio... perchè, solo gli sciocchi ardirebbero mettere in discussione ciò che tutti scrivono o raccontano. 
 
Le due visioni psicologiche che più di tutte mi hanno aiutato a chiarire e conoscere come funziona la psicologia umana sono l'analisi transazionale di Eric Berne e il tanto amato quanto discusso Freud con la sua scoperta dell'inconscio che ci ha fatto inginocchiare un pò tutti a parer mio. Due pensieri che focalizzano l'attenzione su due dimensione diverse, il primo sulle relazioni mentre il secondo sulla struttura della psiche presa individualmente ma che nonstante ciò hanno in comune dei punti fondamentali.
 

 L'analisi transazionale (AT) ideata da Berne nel 1950 dice che l'io è costituito da tre diversi stati:

  • G -> lo stato genitore; [ sarebbe la parte genitore di ognuno di noi, divisa tra genitore normativo (padre) e genitore affettivo (madre) con tutte le caratteristiche di entrambi, ossia: far rispettare le regole, la morale, le aspettative, protettivo, assumersi responsabilità ecc...].
  • A -> lo stato adulto; [é capace di riconoscere i problemi insiti nella realtà, ipotizza soluzioni basandosi su dati attendibili, sa assumersi le responsabiltà].
  • B -> lo stato bambino; [ diviso tra bambino libero, ossia la parte dell'io dove vi è l'emotività, la spontaneità e il bambino adatto, ossia il bambino in relazione al genitore o cmq a ciò che è l'autorità. Il bambino adatto si divide tra adatto ribelle e adatto sottomesso].

Ovviamente sintetizzata così non dice ancora moltissimo però provando a rifletetrci un pò su ci vien facile notare che questi stati sono presenti in oguno di noi e può essere che ve nè è uno che ha il sopravvento sugli altri.(es: un artista che deve essere creativo o un cantante potrebbe avere lo stato bambino più forte rispetto agli altri).

La seconda prospettiva psicologica è quella di Freud che schematizza l'individuo anch'esso in tre parti:

  • Super io: è la parte nobile della nostra psiche, della coscienza, della morale, degli ideali, dei valori e si plasma in base alla cultura sociale, alle aspettative dei genitori o cmq sul rapporto antico bimbo-genitore.
  • l'Io: é la parte dell'individuo cosciente ed è la parte che proprio perchè cosciente cerca di trovare equilibrio o "compromesso" tra il Super Io (la coscienza o la morale) e l'Inconscio (la pulsione, l'istinto il bisogno).
  • L'Inconscio: Si forma anch'esso come il Super Io e racchiude le notre pulsioni primarie, i nostri bisogni, il desiderio della libido ( piacere, sesso. ecc..) ed è invisibile nella sua struttura e nelle sue cause alla nostra parrte cosciente ( a meno che non ci si analizzi).

Ho qui sintetizzato due teorie pilastro della psicologia. Entrambe hanno molto in comune nella loro struttura di base infatti possiamo notare come lo stato Genitore dell'AT abbia molto in comune con il Super Io di Freud e così anche l'Io con l'Adulto e lo stato del Bambino con l'Iinconscio.

Ora come funzionano tra loro questi tre strati dell'Io? Come già accennato, lo stato adulto o l'Io conscio deve cercare di dare equilibrio e armonia al bambino che ha in sè con i suoi bisogni, desideri, pulsioni inconscie con il suo Super Io con i suoi ideali, le sue regole, la morale e ciò che è socialmente accettabile. Quindi per fare un esempio, se nel bel mezzo di una riunione di lavoro ci venisse una fortissima voglia di metterci a cantare un tormentone che abbiamo in testa( l'incoscio, stato bambino) interviene la nostra parte razionale (lo stato adulto, l'Io cosciente) la trattiene decidendo di cantare finita la riunione poichè sappiamo che è maleducazione comportarsi così e non si può fare in riunione (il Super Io, lo stato genitore, i valori e le regole). Finita la riunione ci metteremo a cantare allegramente soddisfando il nostro bisogno e mantenendo salva la reputazione hehe ;-P.

Ma cosa succederebbe se l'Io non fosse abbastanza forte da resistere per rimandare il soddisfacimento del bisogno? oppure, se addirittura il bisogno inconscio o la pulsione che ci pervade fosse in ogni caso in contraddizione con il Super Io o il genitore che è in noi? Senso di colpa?  Ecco che qui si apre una domanda troppo ampia da sintetizzare ma posso immaginare e mi permetto anche di ipotizzareche che sia qui il punto di origine della patologia e di tutti i disordini, delle nevrosi, psicosi o comunque del malessere prettamente psichico.

 

per approfondire sull'analisi transazionale:

riferimento 1   

riderimento 2 (sito dell'associazione italiana analisi transazionale)

per approfondire sulla psicoanalisi di Freud:

riferimento 1

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L'AMORE

 

   

 

 

Senza qualcuno nessuno può diventar un uomo" dice Povia nella canzone "i bambini fanno ooh" e quanto è vero questo!!
In questi giorni mi è venuta in mente una lezione universitaria in cui la docente di pedagogia generale ci chiese cosa significasse per noi sentirci amati ed amare davvero. Un pò tutti pensavamo agli amori più ecclattanti ed eroici come il sacrificio della vita piuttosto che ai concetti platonici della mezza mela che si completa con l'altra metà ma.. ma... si ok ma tu come ti senti quando sei amato e cosa senti quando ami? ripeteva la docente...  Amare è far vivere l'altro in te, farlo entrare dentro in te e sentirti amato/a significa sentire che esisti anche dentro l'altro, sempre.
Amare vuol dire scorgere nello sgurado dell'altro che tu vivi in lui  come egli in te. Quindi il suo dolore è il tuo dolore e la sua gioia è la tua gioia. Amare non vuol dire nè sentirsi superiori nè inferiori perchè anche se siamo diversi e distinti, siamo un sol corpo.
Amare non significa fonderti nell'altro alienando il tuo io perchè se così fosse non avresti più un io in cui accogliere l'altro.
Amare non è dipendere dall'altro perchè così in te non ci sarebbe spazio per nessuno se non che per il tuo bisogno di qualcuno.
Alla fine un'intera aula di studenti in scienze dell'educazione dell'università Cattolica del Sacro Cuore, me compreso, non ha saputo rispondere
Son concetti che si comprendono con l'intelligenza del cuore e non con quella della testa.
Benigni cantava che in amore le parole non contano ma conta la musica e Nino D'Angelo cantava che l'amore se lo vuoi capire sfuggirà...
Credo che se ci fosse una laurea in intelligenza del cuore.. bhè.. altro che cepu hehe
 
  

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IL MALE E IL BENE NON HANNO LIMITI

CON LA TUA VITA COMPLETAMENTE DONATA  SENZA RISERVE CI HAI LASCIATO UN COMANDAMENTO NUOVO, QUELLO DI  GUARDARE ALLA SANTITA' NON COME UN PRIVILEGIO DI POCHI MA COME UNA NECESSITA' DI TUTTI

 

 

MI VIENE QUASI DA VOMITARE A PENSARE CON CHE CRUDELTA' E FOLLIA DEGLI UOMINI ABBIANO POTUTO UCCIDERE UN BAMBINO ALL'INTERNO DEI LORO PROGETTI MESCHINI PER   OTTENERE UN QUALCHE COSA!

Per i suoi genitori è un dolore immenso e per noi un esempio simbolico che ci dimostra che l'uomo è un essere che non ha limiti nel male ma se non ce l'ha nel male il limite io penso che non lo ha neanche nel bene. A noi sembra impossibile pensare a una crudeltà così folle eppure c'è gente capace di farlo. Io credo che c'è anche gente di una bontà così folle capace di pensare al perdono. (Non vuol dire lasciarli liberi ) A molti di noi sembra impensabile anche questo! La pena di morte come molti sostengono in questi casi secondo me non solo è un atto di cui nessuno ha diritto di compiere ma risparmierebbe il colpevole da quell'angoscia in cui si ritrova e da cui vorrebbe fuggire in tutti i modi anche con la morte!

 

QUESTA DOMENICA IL RICORDO DELLA MORTE DI GIOVANNI PAOLO 2° E LA NOTIZIA DI QUELLA DI TOMMASSO CI HANNO FATTO RIFLETTERE, PENSARE E COMMUOVERE.

  DA UNA PARTE E ABBIAMO PERCEPITO  DISPERAZIONE, RABBIA, VENDETTA PER L'INCOMPRENSIBILE FOLLIA UMANA MENTRE  DALL'ALTRA LA SPERANZA, L'AMORE, IL PERDONO CHE UMANAMENTE CI APPARE ANCH'ESSO DIFFICILI DA COMPRENDERE.

 

OMEOPATIA

QUELLE STRANE PALLINE BIANCHE

 
Anni fa ero andato in montagna con degli amici e una nostra amica presa da forte mal di testa mi aveva chiesto di accompagnarla a cercare una farmacia per comprarsi un moment piuttosto che un aulin, ma l'unica farmacia che abbiamo trovato era omeopatica  e la farmacista sorridendo disse alla mia amica che se ci credeva poteva curarsi con un prodotto omeopatico!
Ma come sarebbe a dire se ci credi? Ma adesso la medicina funziona se si ha fede? La cosa mi lasciò un po perplesso e allora andai a documentarmi un po più a fondo.

 
COME NACQUE L'OMEOPATIA
L'omeopatia venne fondata nel 1789 dal dottor Samuel Hahnemann che ipotizzò un principio di similarità per curare i suoi pazienti. "I simili si curano con i simili". Secondo tale principio si poteva curare una malattia o un disagio somministrando all'ammalato quella stessa sostanza che in una persona sana avrebbe  provocato quella stessa malattia o disagio.
Omeopatia, infatti, deriva dalle parole greche òmoios, che significa "stesso", e pàthos, che significa "malattia, disagio".
Ovviamente questo metodo avrebbe potuto aggravare il male del paziente e per ovviare a tale inconveniente, lo stesso Hahnemann aggiunse un'importantissima causola alla teoria: il principio attivo simile (sarebbe la causa del male) deve venire considerevolmente diluito in acqua prima di essere utilizzato per curare un qualsiasi paziente.
Nacque così, detto in sintesi, l'omeopatia, la cui regola divenne: "Ciò che in dosi ponderate causa la malattia nell'individuo sano, in dosi infinitesimali è cura per l'individuo malato".

 
DOSI INFINETISIMALI?
Gli omeopati prendono una percentuale di volume di preparato curativo su volumi di acqua di 10 -30, 10 -60, 10 -200 e oltre. Quando si scrive 10 -30 (dieci alla meno 30) si intende dire "uno diviso un numero fatto da 1 seguito da 30 zeri".  Quindi della sostanza che conserva il principio attivo ne rimarebbe un zero virgola altri 29 zeri e un uno finale. Il Belladonna (uno dei meno diluiti in commercio) che ha la sigla di diluizione CH9 significa che è diluito in acqua a 10 -18 . In pratica di sostanza con principio attivo ne rimane un 0.00 000 000 000 000 000 1. E delle diluizioni maggiori che ne rimane? A questo punto con un po di intuito, anche se non è facile immaginarci queste cose, possiamo chiederci, ammesso anche che una dose così piccola possa avere lo stesso qualche effetto, quante probabilitò abbiamo che in una dose di prodotto omeopatico ci sia ancora una molecola diversa dall'acqua fra i miliardi e miliardi di molecole presenti? Forse è più facile vincere la lotteria! 

 
COME E' POSSIBILE CHE LA VENDANO IN FARMACIA?
Come è possibile quindi che sia venduta in farmacia senza aver superato nessun test di efficacia?
Tutto questo grazie a una legge europea varata appositamente per loro.
La proposta di direttiva della CEE (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale) parla chiaro: per essere registrati (e posti in vendita) i farmaci devono superare le prove di innocuità, qualità ed efficacia. Nel caso dei prodotti omeopatici invece con la "registrazione semplificata": per essi non è richiesta la prova dell'effetto terapeutico" (art. 4).
E' solo richiesta la prova di innoquità ai prodotti omeopatici, ma con quelle dosi infinitesimali in cui rimane solo acqua sfido io che non superino il test di innocuità!!!! Per quanto riguarda il test di qualità l'omeopatia non è riuscita a superare nemmeno la qualità dell'effetto placebo.

 
ARTE DI VENDERE ACQUA O ALCHIMIA?
Ecco che sono arrivato al nocciolo o essenza di questa "medicina". L'omeopata, sia per forma mentis che per modo di operare, è paragonabile molto più a un mago stregone piuttosto che a un vero ricercatore di medicina: egli ritiene infatti che quell'acqua sia diversa dall'acqua normale per via del processo di succussione che provoca la dinamizzazione dell'acqua. La succussione è lo scuotimento di quelle boccettine piene di palline composte da molecole d'acqua (H2O) che scontrandosi tra loro, detto in parole povere si scambiano informazioni e le molecole d'acqua acquistano la capacità di ricordare, cioè acquistano la memoria. Questultimo processo è detto dinamizzazione. Dietro questi due processi quindi c'è tutto un mondo che può anche essere interessante approfondire ma scavando si deve intelligentemente e soprattutto onestamente concludere che l'omeopatia di scentifico non ha assolutamente nulla alla base.

 
 
L'ACQUA CHE MALE FA?
Qualcuno potrebbe dire che se non fanno male alle fine non c'è problema e che magari anche se ci si cura con l'effetto placebo ben venga la guarigione.
Ma perchè dobbiamo mentirci per stare bene? Ormai mi sembra che ci sia una rassegnazione di fondo che la vita è così brutta e che le verità non sono che menzogne per alleviare il male ( forse è per questo che molti hanno votato Berlusconi, perchè anche se le cose vanno male qualcuno che dice che vanno bene c'è hehe, a lui sicuramente).
In questi ultimi anni la moda delle medicine alternative, omeopatia compresa, ha fatto sì che molte persone siano arrivate al pronto soccorso in fase già avanzata o acuta di malattia perchè evidentemente dove il placebo non faceva effetto ha permesso alla malattia di avanzare senza che si prendessero cure adeguate.
 

by Alexzizu
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